Sempre più giovani in agricoltura il business tra modernità e tradizione – Repubblica.it

Sempre più giovani in agricolturail business tra modernità e tradizioneNel 2010 il numero degli impiegati nel settore primario è tornato ad aumentare a fronte di un calo generale dell’occupazione. La storia del torinese Roberto Moncalvo che ha lasciato la Fiat per aprire un’azienda agricola con fattoria didatticadi LORENZA CASTAGNERI Sempre più giovani in agricoltura il business tra modernità e tradizioneTORINO – Lingotto. Le sale della storica sede Fiat, quelle in cui un tempo nascevano le prime macchine italiane, da qualche anno ospitano i corsi di Ingegneria dell’autoveicolo. Roberto Moncalvo, 31 anni, di lì ci è passato molte volte. Tra aule e laboratori, per test d’ingresso, esami e tesi. Poi, dopo una breve esperienza lavorativa, Roberto ha deciso di lasciare tutto. Addio ufficio, riunioni e computer. Per lui una nuova vita, o meglio, una carriera reinventata nell’azienda agricola di famiglia: quindici ettari di terreno a Settimo, comune alle porte di Torino.Una tradizione iniziata con il nonno e poi trasmessa alla mamma, scomparsa in un incidente stradale solo due mesi prima della laurea del figlio, nel 2006. “E’ stato allora che ho deciso di ‘fare il salto’, trasformando la mia passione per l’agricoltura in un lavoro”, spiega Roberto. E così, è nato il Settimo Miglio, piccola azienda a conduzione familiare con tre dipendenti.Più giovani nel settore primario. Oggi, per via della crisi lavorativa negli altri settori, i giovani che seguono l’esempio di Moncalvo sono sempre di più. Per Coldiretti, nel 2010 gli impiegati in agricoltura sono aumentati dell’1,9 per cento, a fronte di un calo generale dell’occupazione dello 0,7 per cento. “Molte delle new entry del settore agricolo vengono da percorsi di formazione completamente diversi – spiega Carmelo Troccoli, segretario nazionale di Coldiretti Giovani Impresa. Una scelta, quella dell’impresa agricola – legata anche alla possibilità per i giovani di poter esprimere liberamente la propria fantasia e idee di innovazione”.Occhi aperti alle nuove opportunità. Già. Perché agricoltura non vuol dire solo coltivare la terra e vendere i propri prodotti nei mercati locali. Oggi le opportunità per uscire dai canoni tradizionali sono davvero tante: dal florovivaismo alla produzione di energie rinnovabili, dagli agriturismi ai primi esperimenti di fattoria didattica e agriasilo. Proprio quest’ultimo è il sogno di Roberto Moncalvo: dar vita a una struttura destinata alla prima infanzia all’interno di un’azienda agricola, con i bambini che crescono in un ambiente naturale, a stretto contatto con piante e animali. I lavori di ristrutturazione sono quasi terminati. Con la necessità di mantenere in piedi il business, alla tradizionale coltivazione di cereali, ha deciso di affiancare quella di ortaggi e fragole e di avviare il progetto di una fattoria didattica: alunni di scuole elementari, materne e asili nido e bambini con storie difficili alle spalle si dedicano ad attività della tradizione agricola. Tra le altre, la possibilità di avere a disposizione un’area da coltivare per poi portare a casa frutta e verdura prodotti con le proprie mani. “Durante la stesura della tesi lavoravo nel settore dei cambi, alla Fiat. Un lavoro che avevo sempre sognato, ma non ero soddisfatto. Non riuscivo ad ambientarmi. Ora, invece, mi sento appagato”.Difficoltà per i giovani imprenditori della terra. Ma se la soddisfazione è tanta, le difficoltà per gli imprenditori emergenti del settore agricolo non mancano, come sottolinea Giovani Impresa: scarse possibilità di formazione per gli addetti, limitato accesso alla terra, sempre meno disponibile e sempre più cara, accesso al credito complicato e a volte impossibile e le immancabili lungaggini burocratiche. In media servono due anni e mezzo per ottenere il contributo comunitario. “Tempi eterni per un giovane che deve avviare un’impresa”, commenta Troccoli. Un problema che Coldiretti ha cercato di risolvere attraverso CreditAgri, ente che sostiene e facilita l’accesso al credito per le imprese associate.Insomma, a chi vuole lanciarsi in questo business servono piedi per terra, costanza e impegno, oltre che il coraggio di affrontare sfide sempre nuove. “Per noi la prossima è ottenere la certificazione di agricoltura biologica – conclude Moncalvo – le pratiche sono già avviate”.

via Sempre più giovani in agricoltura il business tra modernità e tradizione – Repubblica.it.

You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response, or trackback from your own site.
Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.